Giornate di studio
Giornate di studio 2025 - De amicitia.
Si sono da poco concluse le giornate di studio promosse dalla Fondazione OIKIA, dedicate quest’anno alle donne impegnate in ambito professionale e sociale, sul tema: "De Amicitia – Riscoprire il valore delle relazioni".
In un’epoca dominata dalla velocità, dalla digitalizzazione e da quella che il sociologo Zygmunt Bauman definisce “liquidità” dei legami, il richiamo a riscoprire il valore delle relazioni umane autentiche non è un gesto nostalgico, ma un’urgenza sociale e personale. Nonostante le connessioni virtuali globali, la società moderna ha generato una “solitudine travestita da connessione”: accumulare amici digitali raramente si traduce in sostegno emotivo reale o in un senso profondo di appartenenza.
Le giornate di studio della Fondazione OIKIA hanno offerto spunti concreti per uscire da questa illusione, trasformando le relazioni in legami che arricchiscono e sostengono. Attraverso un programma ricco di relazioni, tavole rotonde e laboratori interattivi, le partecipanti hanno dialogato con autori del passato e del presente, riflettendo su come costruire relazioni solide, non basate su interessi superficiali ma su valori condivisi come lealtà, rispetto e crescita reciproca.
Il messaggio emerso è chiaro: investire nelle relazioni umane non è solo un arricchimento individuale, ma un imperativo sociale per costruire comunità migliori, dove riscoprire il valore di un’umanità sostenibile.
Tra i momenti più significativi, le lezioni di Paola Maria Zerman, Maria Eugenia Ossandon, Maria Teresa Russo, Annalisa Marrama e la tavola rotonda moderata da Ilaria Voltattorni, animata da Elisabetta Bagnato, Alessandra Castiello e Marina Migliorato, hanno stimolato una profonda consapevolezza dell’amicizia: oggi non basta esserci, è fondamentale esserci con presenza, dedicando tempo di qualità libero da distrazioni digitali. Perché, come sottolinea Paola Maria Zerman, “L’amicizia è il luogo dell’incontro, dello sguardo, dell’empatia e della condivisione di sentimenti e pensieri. Le relazioni virtuali non possono sostituire questo spazio umano e consolatore”.
I laboratori condotti da Lucia Merendino hanno trasformato la teoria in pratica, offrendo esperienze di gruppo in cui l’empatia e l’intimità si costruiscono attraverso l’incontro diretto, lo sguardo e l’ascolto attento. Le partecipanti hanno così esplorato come costruire legami basati su lealtà, rispetto e crescita reciproca, trasformando la competizione in alleanza e mutuo supporto, come suggerisce Maria Teresa Russo analizzando il tema della rivalità femminile: “L’amicizia è un’arte che richiede consapevolezza, dedizione e apertura reciproca”. Ed è in questa apertura reciproca che l'amicizia diventa un canale naturale per portare luce e comprensione rispettando la libertà di ciascuno e favorendo un dialogo sincero nella nostra quotidianità, come sottolinea Maria Eugenia Ossandon definendo l'amicizia come “apostolato di confidenza”.
La cornice del Centro Belvedere di Roma ha ulteriormente valorizzato questi momenti di connessione autentica, unendo riflessione e convivialità.
La serata del sabato “Là dove fiorisce l’amicizia” - letture teatrali di autori classici e contemporanei ha infatti permesso di condividere momenti di leggerezza. Le letture teatrali curate da Elisabetta Carpineti e Annalisa Consolo e l’ascolto di alcuni classici della canzone italiana sul tema dell’amicizia hanno creato un clima di armonia e gioia condivisa.
Riscoprire dunque, il valore delle relazioni umane significa rallentare, disconnettersi dal superficiale e dedicarsi con presenza agli altri. È un atto di responsabilità verso sé stessi e verso la comunità, una via per trasformare una società di individui isolati in una comunità coesa e vitale. Investire nell’amicizia significa in definitiva, investire in un futuro dove le relazioni autentiche sono la vera risorsa del capitale umano proteso verso l'orizzonte di un'umanità sostenibile.
Maria Elisabetta Calabrese
Riscoprire il valore delle relazioni. Dal conflitto al dialogo autentico in famiglia e nella società

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In un’epoca segnata da divisioni profonde e conflitti sempre più diffusi, anche i legami più intimi rischiano di sgretolarsi sotto il peso di incomprensioni e distanze emotive. In questo contesto, diventa indispensabile riscoprire e valorizzare l’essenza autentica dell’amicizia, intesa come pilastro fondamentale per costruire relazioni significative e resilienti.
Fin dall’antichità, i Romani attribuivano all’amicizia un ruolo centrale nella vita sociale e personale, riconoscendone il valore elevato e imprescindibile. Oggi, invece, assistiamo spesso a un individualismo esasperato che sembra chiudere gli spazi di ascolto e accoglienza verso l’altro, indebolendo così la capacità di costruire legami profondi e duraturi.
Come ricordava Cicerone, “L’amico vero è quello con cui puoi ragionare a voce alta”.
È proprio in questa direzione che si muoveranno le tre giornate di studio, offrendo uno spazio di confronto e riflessione per professioniste desiderose di indagare la qualità delle proprie relazioni. Attraverso dialoghi autentici, si intende promuovere una nuova consapevolezza del valore dell’amicizia come capacità di amare, comprendere e dare senso alla propria vita e a quella degli altri.
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Giornate di studio 2024
Dignità umana: misurare il presente, preparare il futuro

Immerse nella profondità di una riflessione universale, passando da un'analisi di significato della dignità morale legata alla libertà di ogni persona a quella di una dignità sociale legata ai vincoli sociali in cui le persone vivono, senza trascurare temi scottanti e quanto mai attuali, quali aborto, maternità surrogata e immigrazione, si sono svolte in un'atmosfera di grande interesse e partecipazione, le giornate di studio promosse dalla Fondazione Oikia dal titolo "Dignità Umana: misurare il presente, preparare il futuro".
Grazie ai preziosi contributi offerti dalle docenti coinvolte (Maria Cristina Pansarella, Giovanna Razzano, Maria Teresa Russo, Ilaria Vigorelli, Paola Maria Zerman) e grazie alla toccante testimonianza di vita vissuta raccontata da Marie Clarie Gegera, le pagine della "Dignitas Infinita", documento del Dicastero per la dottrina della fede, hanno bussato alle porte del cuore, della volontà e dell'intelligenza di ognuna delle presenti.
L'ascolto, il dibattito e il confronto aperto alle diverse realtà professionali e familiari raccontate in un clima di solidale condivisione, hanno permesso di entrare nel vivo di un tema così importante e che richiama tutti ad un impegno comune contro quella dilagante cultura dello scarto, che è scintilla provocatoria di ogni processo di allontanamento dal rispetto della persona.
"Il rispetto della dignità di ogni persona è la base indispensabile per l'esistenza stessa di qualsiasi società che pretenda di essere fondata sul diritto giusto e non sulla forza del potere. È sulla base del riconoscimento della dignità umana che vengono sostenuti i diritti umani fondamentali, che precedono e sono alla base di ogni convivenza civile". (Dignitas infinita, n. 64).
In un'epoca in cui criteri puramente arbitrari e false ideologie sono diventati una pericolosa bussola che orienta scelte decisionali su questioni morali, il testo è arrivato come un faro ad illuminarci sul fondamento di tutti i diritti: la dignità umana.
Le giornate di studio si sono dimostrate una costruttiva occasione di scambi di vedute ed apprendimento culturale e spirituale di grande valore, in un clima di amicizia e crescita personale.
Una crescita che si è riempita di significato nella comprensione di un concetto basilare:
la dignità ontologica che “compete alla persona in quanto tale per il solo fatto di esistere e di essere voluta, creata e amata da Dio” rappresenta il fondamento della dignità di tutti, presupposto di partenza valido anche per chi non crede.
Perché al di là di ogni circostanza, delle apparenze esterne o delle diverse situazioni di vita, siamo Fratelli tutti, come ci definisce Papa Francesco nella sua omonima enciclica e non esiste nessuno privo di questa dignità ontologica. E' una dignità che non si perde mai, e che non può essere eliminata. Un dono che ci arriva direttamente da Dio, attraverso l'Incarnazione di Cristo in ogni uomo. A noi spetta il compito di rispettarla, difenderla e averne cura oltre ogni apparente limite.
Maria Elisabetta Calabrese
Per maggiori informazioni contattare Elisabetta Calabrese: segreteria@fondazioneoikia.org

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