Le donne e la nuova Città Universitaria di Roma
Incontro dedicato alla storia e al significato urbano della Città Universitaria di Roma, nel 90°anniversario della sua fondazione. L’incontro sarà arricchito dalla proiezione di un documentario e di filmati d’epoca.

Dall'incontro culturale presentato a Roma nell'aula Multifunzionale della Fondazione OIKIA: “Le donne e la Nuova Città Universitaria di Roma a 90 anni dalla fondazione”, è emerso un interessante momento di riflessione dedicato al ruolo femminile nella storia e nell'evoluzione dello spazio universitario più rappresentativo della Capitale. L' evento condotto dalla giornalista Annalisa Mancini, ha avuto come ospiti l'architetto Bruno Monardo, studioso dell'evoluzione urbanistica della Sapienza, e la regista RAI Silvana Palumbieri, autrice di numerosi documentari dedicati alla memoria storica e ai cambiamenti sociali del Paese.
Un anniversario che invita a riflettere. La Città Universitaria di Roma, inaugurata nel 1935, rappresenta uno dei più importanti complessi architettonici del Novecento italiano. A novant'anni dalla fondazione, l'evento ha voluto creare l'occasione non solo per sottolineare l'importanza dell'anniversario, ma anche per cogliere le sfumature di un aspetto particolare: come le donne abbiano vissuto, abitato, studiato, lavorato e raccontato questo luogo simbolico, partecipando alla sua trasformazione non solo come utenti, ma anche come protagoniste culturali e professionali. E' significativo in tal senso il progressivo aumento della presenza femminile negli spazi universitari sia come studentesse che come docenti e ricercatrici.
L'intervento dell'architetto Bruno Monardo ha offerto una ricostruzione storica e architettonica della Città Universitaria, a partire dalla visione originaria del campus e le successive stratificazioni che ne hanno modificato l'identità, nel tentativo di rispondere alla crescente necessità di ripensare gli spazi in un'ottica più inclusiva, capace di accogliere bisogni diversi e nuove forme di socialità legate alle dinamiche della contemporaneità. In questa cornice il prof. Monardo ha focalizzato l'attenzione su come la realizzazione della Città Universitaria della Sapienza coinvolse alcuni tra i maggiori architetti del periodo, coordinati dall'architetto Marcello Piacentini, figura dominante dell'urbanistica e dell'architettura istituzionale del Ventennio. Non a caso tra i progettisti chiamati a contribuire, è stata ricordata anche la figura di Gio Ponti, uno dei massimi innovatori del design e dell' architettura del Novecento.
L'intervento della regista RAI Silvana Palumbieri ha portato un contributo sensibile e narrativo, grazie alla presentazione di un filmato costruito ad hoc per l'incontro, mediante immagini attinte dai documentari dell'Istituto Luce, quali preziose risorse custodite nelle teche Rai, capaci di dare vita alla memoria dei luoghi attraverso la storia. La riflessione su come le donne abbiano costruito un rapporto crescente con la Città Universitaria, intrecciando studio, militanza culturale e crescita personale, è stata così enfatizzata dall'importanza del linguaggio audiovisivo. Fondamentale in questa propspettiva, è risultato il ruolo della televisione pubblica nel raccontare la trasformazione degli spazi della conoscenza e nel dare visibilità alle figure femminili che sono state protagoniste di una Città Universitaria percepita non solo come luogo di formazione, ma come vero e proprio laboratorio sociale.
In un dialogo aperto e partecipato tra architettura, memoria e narrazione storica si sono dunque intrecciate linee di pensiero capaci di restituire una visione nuova della Città Universitaria: non solo un complesso di edifici, ma uno spazio attraversato da generazioni dove le donne, spesso in silenzio, ma con la forza della quotidianità, hanno contribuito a ridefinirne l'identità.
L'incontro si è concluso nella convivialità dell'ultimo giorno di carnevale con un gradito assaggio di dolci tipici, ma non senza un invito a proseguire il lavoro di ricerca e divulgazione affinchè il contributo delle donne nella società sia sempre più riconosciuto, studiato e raccontato. Celebrare i 90 anni della Città Universitaria di Roma è diventato così non solo un anniversario, ma l'occasione per rimettere al centro il progetto di un futuro più consapevole e inclusivo.
M. Elisabetta Calabrese
